Italian Stunt Rider [Matteo Toietta]

logoUn caloroso ben tornato a tutti voi sulle paginuzze del nostro blog, quest’oggi parliamo di una delle cinque discipline plausibili nel mondo scooter, e come avete potuto notare dal titolo, parleremo o meglio scriveremo, dello Stunt, per i meno informati lo Stunt Riding è quella disciplina che include manovre acrobatiche con svariati mezzi, nel nostro caso lo Scooter.01In tanti vi sarete immedesimati nella classica impennata, magari sulla retta vicino scuola o in un qualche parcheggio, ma questo tipo di attività non include una banale impennata davanti agli amici, tutt’altro, essa include ciò che più è estremizzato sul controllo di un mezzo a due ruote. Mi spiego meglio, chi va in pista mediamente, curva, sfruttando il proprio corpo e l’inclinazione del mezzo, se lo scooter tende ad alzare la ruota anteriore, porta il suo controllo sfiorando per un istante il freno posteriore, si va a correggere la traiettoria usando il proprio corpo e chiaramente i freni, evitando cosi di avere una guida sporca e imprecisa. Chi invece gareggia con i drag sfrutta lo stesso concetto durante le partenze, ripartendo il peso sulla parte anteriore e in alcuni casi per l’appunto si usa il freno posteriore per evitare sbacchettamenti o impennate indesiderate che possono rovinare il tempo sul lancio, il controllo è di vitale importanza.
Nella disciplina dello Stunt Rider oltre al controllo serve una dote che viene sviluppata all’estremo, il controllo diventa un’automatismo, il freno non viene pizzicato ma ben si addentato, il controllo che si ottiene del mezzo con il proprio corpo è tale da poterci giocare a ruota alzata, come se si stesse ballando qualche passo di Freestyle, le figure e i trick sono molteplici, le acrobazie pure e chi meglio del nostro Toie può spiegarcelo?02Ecco perchè lo abbiamo sequestrato per una breve intervista, giusto per capirci anche noi qualcosa.

SRS: Ciao Toie, iniziamo con le domande di rito, ok?
Toie: Certamente!!!!

SRS: Dunque come prima cosa, per chi non ti conosce, chi sei, da dove vieni e perchè fai stunt?
Toie: Allora, mi chiamo Matteo Toietta, per gli amici Toie, ecco da dove viene il nick, classe 1993 e pratico stunt a livelli seri da 2 anni circa e a livello cazzeggio da 4 anni, e sono di Rho Milano.

SRS: Perfetto, ora addentriamoci meglio nel discorso Stunt, tu che mezzo usi e su che basi è stato preparato?
Toie: Uso un MBK Nitro preso usato, dilaniato dal suo precedente proprietario e rimesso in piedi in tempi da record, in una settimana ho rifatto lo scooter da cima a fondo, ovviamente preparando il motore da Scooter Racing Shop, e preparando io stesso la parte telaistica, montando dei Peg e la Stunt Bar al posteriore, ho rimosso tutto il superfluo e le parti pesanti del mezzo stesso, tra cui, il miscelatore, l’impianto di raffreddamento, infatti il motore ora è raffreddato ad aria, per ovvi motivi anche di affidabilità, ho spostato il serbatoio nel sottosella utilizzandone uno più piccolo da 1,3litri, e cosi ho anche migliorato la ripartizione dei pesi. Ovviamente ho dedicato delle cure anche alla parte ciclistica montando un pompante IRC da 16mm al freno posteriore.

SRS: Prego per la preparazione e grazie per la risposta, dunque, da dove nascono i tuoi trick?
Toie: I miei trick, non sono miei, sono alla base della disciplina dello Stunt Rider, mediamente prendo spunto da Stunter professionisti che usano moto e ripropongo quel determinato trick sullo scooter, anche perchè inventare Trick nuovi ci vuole una notevole immaginazione, e sviluppare un trick sullo scooter è molto più difficoltoso rispetto alla moto stessa, in quanto a livello di potenza, appoggi è nettamente inferiore. Diciamo che alcuni trick possibili da effettuare con la moto, sono impossibili o quasi, da riportare sullo scooter a meno che non vengano sviluppate delle modifiche specifiche allo scooter per ricreare una condizione ideale mezzo/pilota per poter replicare l’acrobazia stessa.

SRS: Che cosa consiglieresti a un ragazzo che vorrebbe avvicinarsi a questa disciplina?
Toie: Per prima cosa usare la testa, non strafare mai, fare tutto passo, passo, diciamo che la costanza è la miglior qualità di uno Stunter, in molti vedono video di gente che impenna, fa circle, saltella di qua e di la, ma sotto sotto, c’è un costante allenamento di ore, ogni santo giorno. Senza contare anche le riparazioni al mezzo, che in uno sport del genere sono più i rattoppi che le sostituzioni continue dei pezzi a farne da padrone. E chiaramente per allenarsi, è bene trovare un posto dove non si dia fastidio a nessuno, anche perchè qui in Italia non è ancora vista come una disciplina vera e propria.

SRS: Perchè hai iniziato a fare il funambulo?
Toie: Inizialmente ho iniziato per fare il “pirla” davanti a scuola, poi è scattata la scintilla e ho iniziato a coltivare questa passione in luoghi più appropriati, ovvero il parcheggio sotto casa che è chiuso al traffico, li mi alleno quasi tutti i giorni per almeno 2-3 ore al giorno, mi allenerei di più ma poi verrei trucidato dai vicini. (ride)

SRS: Dunque prima hai accennato alla preparazione del blocco motore, nella fattispecie, so che non hai bisogno di enormi potenze da sfruttare per praticare lo stunt, che cosa consigli a un neofita come preparazione?
Toie: La miglior ricetta per un motore da stunt è qualcosa di molto affidabile e preferibilmente raffreddato ad aria, in generale basta un motore base 70cc, uno scarico preferibilmente omologato per le sue qualità di coppia ai bassi regimi, un variatore ad ampia escursione, una campana frizione ventilata in quanto sia la frizione che la campana sono sottoposti a parecchi apri/chiudi del gas e di conseguenza tendono a scaldarsi parecchio, una frizione regolabile, un carburatore di almeno 16mm e che sia tollerante a lavorare anche a inclinazioni non naturali per uno scooter.

SRS: Dunque noi già lo sappiamo ma è bello se lo spieghi tu, come mai hai optato per il raffreddamento forzato ad aria anzichè lasciare lo scooter raffreddato a liquido?
Toie: L’ho scelto perchè per prima cosa, non ha bisogno di tutta la manutenzione dell’impianto a liquido, seconda cosa è un grande risparmio di peso, infatti tra il radiatore, i tubi, l’acqua, la pompa meccanica avrò risparmiato almeno due kilogrammi o poco più di peso che schifo non fanno, anche se poi li ho compensati con i peg e la barra, terza cosa ma la più importante usando il mezzo a bassissime velocità, e sopratutto con la ruota anteriore sollevata, l’aria che dovrebbe sbattere sul radiatore per permettere il raffreddamento dell’acqua stessa è troppo bassa per poter permettere all’impianto di essere efficace e garantirmi una buona affidabilità anche a velocità ridotte.

SRS: Matteo ti ringraziamo tantissimo per il tempo che ci hai dedicato ma purtroppo l’intervista si conclude qua, hai altro da aggiungere?
Toie: Impenna responsabilmente…. LOL… Ciao raga!!!  (Risata generale su skype)

Dunque ragazuoli , noi vi invitiamo a piazzare un bel mi piace sulla nostra pagina e su quella del nostro amico Toie trovate il link qui in basso, gustatevi qualche scatto che sicuramente pubblicherà nei prossimi giorni e il suo ultimo video Home Training 2.0

Contatti:
Matteo Toietta
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email: matteotoiettastuntrider@gmail.com

[Scooter del Mese di Novembre] Yamaha Jog R

01“WUAAAAAAAAAAAAAAA” la folla in un’ovazione da stadio, la gente si abbraccia commossa, i bambini piangono perchè non sanno fare altro, i nonni sul divano che applaudono sbandierando la loro sciarpa o stampella portafortuna, padri e figli imbracciano trombe da stadio e le vuvuzela, intonando un sommenso casino misto ritmato da cori, strofe più o meno variopinte, “PO PO PO POPO POOOOOOOOO” la zitella del palazzo urla nel giro scale “eeee wajo è tornato lo scuter del messse”. Ma magari fosse cosi, beh l’avete capito torna la vostra rubrica preferita, Lo scooter del Mese.

Dopo questa fantasiosissima e improbabile prefazione, torniamo seri, ovviamente per quanto possiamo esserlo e iniziamo a introdurvi al mezzo di oggi. Dunque vi ricordate quel “fulminato” di Marco Solazzo proprietario di un Dio ZX tutto pepe? clicca QUI se ti sei perso l’articolo. Quest’oggi ci ha virtualmente portato il suo Yamaha Jog R, ovviamente kittato da pista, per cui preparatevi, perchè non si è risparmiato minimamente anche questa volta.

Lo sviluppo di questo Jog parte nel lontano 2011, e il progetto parecchio ambizioso di Marco è di riuscire a creare quello che oggi è diventato un mezzo da pista rifinito in ogni dettaglio e competitivo fra i cordoli.02Lo scopo di questo progetto per prima cosa è nato con la possibilità di poter sviluppare un kit molto particolare su una base Yamaha/Minarelli Orizzontale, stiamo parlando del kit 70cc QuadroRevolution 45x44mm di Motorevolution, per cui già una base di partenza meccanica su un prototipo è una cosa molto ambiziosa, sopratutto su un mezzo che all’epoca in Italia non era affatto diffuso nei campi di gara, ma a quanto pare Marco c’ha visto lungo, prendendo spunto per il mezzo dal campionato Spagnolo, dove il Jog o Mach è già utilizzato da anni. Avendo avuto il tempo di preparare tutto con la calma necessaria, i carter hanno subito un trattamento di prima categoria per l’alloggiamento del cilindro, infatti il carter sul lato accensione è stato modificato con un riporto di materiale mediante saldatura, per poter raccordare la termica al carter motore, successivamente tutte le superfici di contatto degli stessi carter sono state modificate in fresa per essere riportate perfettamente perpendicolari alle sedi dei cuscinetti, la sede del lamellare e del cilindro sono in perfetto squadro con le sedi stesse dei cuscinetti.carterPer quanto riguarda la scelta delle componenti da montare su questa coppia di carter, iniziamo con l’albero motore e la scelta all’epoca è stata di optare per un albero di produzione 2Fast avente corsa 44 reimbiellato a 90mm, poco sopra l’albero troviamo una valvola lamellare Polini Big Evolution girata di 90° in puro Piaggio Style, a racchiudere il tutto potete trovare un collettore girevole a 360° Polini e un carburatore PWK 28 sempre della casa Bergamasca.
03Il pistone segue il suo moto all’interno del cilindro Motorevolution, per la precisione il gruppo termico in questione è il QuadroRevolution, che ha un alesaggio da 45mm e grazie alla corsa maggiorata a 44, ne trae una cilindrata unitaria di 69.98cc, la termica ha una conformazione a 6 travasi con scarico a traversino, la testa invece è di tipo scomposto, la semitesta interna presenta una camera di scoppio emisferica creata su misura per il motore stesso, il copri testa invece anzichè chiudersi con le classiche viti, presenta un sistema di chiusura a ghiera sul foro candela come potete vedere dalla foto qui sotto.
04Passando dal bellissimo gruppo termico, ci spostiamo verso l’impianto di scarico, ovviamente creato su misura per questo ubriacone di miscela, si tratta di una marmitta a espansione cucita su misura dalle abili mani di Fabio Protti, la quale è affiancata da un’accensione a rotore interno PVL di casa Stage6 e l’immancabile Torsen di Polini, subito dietro la ruota potete notare il mozzo per il disco che è stato modificato, ha subito un piccolo lifting sul peso  ed è stato alettato per smaltire il meglio il calore generato dal disco freno fisso da 190mm creato su misura da Motorevolution, il quale viene mordicchiato da una pinza Grimeca.
05Posto vicino alla pinza freno potete notare il copricarter Polini Evolution, debitamente rivisto per lo smaltimento del calore, sono stati creati dei fori appositi per questa funzione, nascosta al suo interno, usando un poco di immaginazione, potete “vedere” la trasmissione completa, anch’essa ancora work in progress per trovare il miglior compromesso come componenti, ma al momento è composta da un variatore rototraslante CVT FR4, abbinato a una cinghia Polini Evolution, la quale scorre in mezzo a dei correttori Malossi Over Range da 128mm. Sui correttori troviamo montata una frizione Polini 2g nascosta da una campana Polini Evolution 2. Al di sotto dei correttori a custodire gli ingranaggi troviamo un copri rapporti Polini Evolution dove al suo interno troviamo un’accoppiamento di una serie di ingranaggi primari Polini 13.44 e una serie di secondari originali Yamaha. Purtroppo la parte meccanica finisce qui ma siamo sicuri che con il tempo subirà altri upgrade degni di nota.
19Spostandici con lo sguardo sulla parte esterna dell’intero scooter possiamo notare a colpo d’occhio la sfavillante colorazione blue e giallo o meglio conosciuto dagli amici il colore “blallo”, scherzi e giochi di parole a parte, la colorazione particolare na fa passare in secondo piano gli svariati dettagli che si possono osservare del mezzo stesso, all’anteriore potete visibilmente scorgere degli steli forcella Malossi F33S, ai quali è stato sostituito il piantone sterzo Malossi ed è stato trapiantato un piantone made by Abe.
07Sullo stelo sinistro, possiamo osservare una pinza freno a 4 pistoncini Frando HF6 la quale delicatamente “sbrana” un disco freno flottante da 220mm sempre di fattura Motorevolution, mentre per la gommatura anteriore si è optato per delle meno comuni Bridgeston Battlax BT-601SS da 12″.
08Poco dietro la ruota possiamo scorgere una coppia di radiatori Jog-R by Fram Corse artigianali, incastonati abilmente nel controscudo, gentilmente forniti da Scooter Racing Shop (viva la pubblicità occulta) il tutto è gestito da una pompa elettrica di derivazione sconosciuta.09Portando il proprio sguardo verso il manubrio, non possiamo non notare la pompa freno radiale by Frando Brake System e un gas rapido Tommaselli Formula, al centro del cruscotto troviamo un kit di strumentazioni Righetti e Ridolfi di misurazione giri motore e temperatura acqua. Mentre sulla parte centrale del rinforzo telaio, troviamo un voltimetro che tiene sotto controllo la carica della batteria lipo 11.1v 3s derivazione auto rc.
10Passando dalla parte anteriore del mezzo ci spostiamo verso gli ultimi dettagli posteriori, per quanto riguarda la ciclistica come ammortizzatore posteriore Marco ha optato per un classico Paioli RS24. Per quanto riguarda la comodità di guida in pista, il nostro amico “fulminato” si è adoperato per crearsi un sistema modulabile per le pedaline.
11Siamo quasi arrivati alla fine di questo lungo articolo, vi abbia mostrato i dettagli principali e la preparazione del mezzo e a quanto pare, le lusinghe iniziali non hanno deluso le aspettative, veramente uno scooter degno di nota. Per terminare la nostra scarellata di informazioni ci soffermiamo in un ultimo punto sulla colorazione che abbiamo già potuto notare abbastanza differente dalla media, un’accostamento di colori che per alcuni è un pugno negli occhi, invece io sono di un’avviso totalmente differente, anzi è un segno contraddistivo dei mezzi che corrono sotto i colori del Team Motorevoluton, come uno dei piloti che partecipa al campionato Polini, alias Luca Zani, che anche lui stesso porta i medesimi colori. Noi ci auguriamo che questo articolo vi sia piaciuto e sopratutto anche questo Jog da combattimento vi sia piaciuto, e come di consuetudine vi lasciamo l’ennesima scarellata di foto di questo fantastico mezzaccio staccatombini. Noi ci diamo appuntamento al prossimo articolo, vi invitiamo a mettere un bel mi piace sulla nostra pagina facebook se non l’avete ancora fatto, iscrivervi al nostro blog e commentate.

Se desideri vedere anche tu il tuo scooter in questa rubrica, contattaci sulla nostra pagina o alla mail info@scooterracingshop.it, un salutone a tutti e GASSSSSSSSSSSSSSSSSSSS